Prodotti tipici

La tecnica, in unione alla sapienza secolare dell'artigiano orafo dà vita e splendore al nudo metallo ottenendo da esso forme ed effetti in grado di valorizzare coralli, gemme e quant'altro l'immaginario collettivo del genere umano riesca ad esprimere.

L'arte orafa ha radici molto antiche, ed i reperti, ritrovati in vario modo, ne danno ampia testimonianza. L'uomo iniziò a estrarre l'oro più di 5000 anni fa, nelle regioni in cui sorsero le prime civiltà , cioè in Mesopotamia e nel Mediterraneo orientale.
L'artigiano orafo utilizza, ancora oggi, strumenti usati in epoche passate. Ha perfezionato quelli già in uso per adattarli alle proprie esigenze e ne ha inventati altri che gli permettono di produrre al meglio i propri oggetti. Nuovi strumenti, nuove tecniche, nuove macchine, ma lo strumento principale dell'arte orafa sono le mani. Con le mani l'artigiano imprime nell'oggetto la sua creatività e il suo ingegno.

Uva dei vigneti cervaresiAltra "nobile" tradizione di Cervaro è il suo pregiato vino, apprezzato da tempi immemorabili, per forza e sostanziosità. In un paesaggio che affascina per la sua dolcezza ed attrae per la bontà del clima, la coltura e lo sfruttamento della vite ha radici antiche. Dovunque il terreno lo permetteva, la volontà tenace dei cervaresi ha piantato splendidi vigneti che producono, anche oggi, abbondante uva da vino dall'alta gradazione che, secondo un vecchio detto popolare" t(i) leva ogni malann da cap (o) a pi(e)d gl'ann (ti preserva dai malanni per tutto l'anno). Si vanno sviluppando iniziative da parte di alcuni produttori, fortemente impegnati nella salvaguardia delle "caratteristiche" del nostro vino, per il riconoscimento del marchio DOC. Una scelta quasi obbligata per un vino, riconosciuto dagli intenditori, come davvero "speciale", che esprime un gusto vigoroso e pieno, permeato di sapori inconfondibili, con un senso di immediato gradimento e godimento, tanto che, per dirla come una colorita espressione locale "t(e) n(e) bviss cint" (avresti voglia di berne cento bicchieri). Questo carattere di tipicità deriva da una terra generosa, baciata dal sole ed anche dal grande amore e rispetto per una cultura e sapienza produttiva, memore di secolari esperienze. In questo intelligente sforzo si inquadra la recente apertura al pubblico dell' Azienda agrituristica "Monte Chiaia".

Uliveto della campagna cervareseAl visitatore che giunge a Cervaro si apre il grandioso scenario degli uliveti, che si distendono, come un'ininterrotta selva, sulle pendici assolate del Monte Aquilone. In questo maestoso anfiteatro, esposto al sole " in ogni minuto della giornata e da capo a piedi dell' anno", la monocoltura dell' olivo si era sviluppata da tempo immemorabile e nell' antichità produceva un olio pregiato e ricercatissimo, ottenuto da una specie di ulivo detta "liciniana". Per questo tipo
di ulivo, che richiedeva un clima freddo, era considerato quanto mai adatto il suolo ghiaioso (Catone, De Agricultura; Varrone, De re rustica; Plinio, Storia naturale). Ora, il fatto che ci stupisce e nello stesso tempo ci affascina, è che gli stupendi uliveti, piantati dai nostri progenitori "fino all'ultimo limite delle creste montane", ci riportano proprio a questa tradizionale ed antichissima coltura, attestando un' indisturbata continuità millenaria.