Monte Trocchio: tra storia e leggenda (3)

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A giudicare da queste misere - tuttavia pittoresche - rovine, è difficile pensare all'antica chiesa matrice di Torrocolo, da cui, già nel XIII secolo, dipendevano le chiese di S. Nicola, di S.Lucia, di S. Martino, di S. Cecilia e di S.Croce. Eppure, ancora nei primi decenni del secolo scorso, il Bertaux e Van Marle ci parlano delle pregevoli figure e splendide illustrazioni che ornavano questa chiesa, indicate come significativi esempi di una pittura di origine prettamente monastica, perché rivelava una maniera nuova di dipingere, forse preparata e svolta largamente proprio nei monasteri benedettini. Di questo importante ciclo pittorico, riferibile all'XI secolo, è rimasto parzialmente visibile solo l'affresco dell'abside, raffigurante l'Ascensione, che, negli anni cinquanta, il Pantoni provvide a far trasportare a Montecassino, dove si può tuttora ammirare in un'abside sulla sinistra della Loggia del Paradiso. Lo stesso studioso pensa che si tratti di un lavoro eseguito sotto l'Abate Desiderio (1057-1087) da un Magister cassinese, che rivela uno stile simile a quello degli affreschi absidali di Sant' Angelo in Formis. Questa antica chiesa, condannata ad un progressivo, inarrestabile deterioramento, rischiava di scomparire per sempre dalla cultura e dalla memoria cervarese: potrà, per fortuna, essere salvata dall' abbandono con interventi di conservazione ed uso turistico, che prevedono, tra l'altro, di installare nell' abside dei pannelli con copie degli affreschi dell' Ascensione. Guardando verso la sommità del monte Trocchio, dalla zona di Santa Lucia, siano immediata- mente colpiti dall'impressionante squarcio orizzontale, che si apre proprio sotto il brullo e rugoso costone centrale: "la Grotta". Questo colossale antro, forse già abitato nell' età del ferro, come farebbero supporre i frammenti di materiale fittile, rinvenuti nei pressi, e che ancora nell'ultimo conflitto mondiale, offrì rifugio e protezione alle comunità locali, si proietta nell'immaginario popolare con sequenze fiabesche, leggendarie. Secondo una vetustissima tradizione, conservata nella memoria storica cervarese, il luogo e l'intero sito del Monte Trocchio sarebbero appartenuti a San Benedetto, che in questa zona, dopo il suo trasferimento da Subiaco, avrebbe fondato la prima comunità monastica cassinese.

E, proprio qui, sarebbe avvenuto un emblematico episodio della guerra aperta combattuta tra il Santo ed il demonio: "l'antico avversario", come lo chiama San Gregorio. Racconta il biografo, che "il Santo con il suo trasferimento cambiò residenza, non già il nemico. Infatti le lotte che ebbe a sostenere furono tanto più aspre quanto piùaperta fu l'ostilità contro di lui dello stesso maestro di ogni malizia" (Dialoghi II, 8). Dicevamo, poc'anzi, della memoria popolare che colloca la prima comunità monastica 'cassinese su Monte Trocchio, da dove - sempre seguendo il filo narrativo della tradizione - San Benedetto ammirava l'antica acropoli di Montecassino, anelando di insediarvisi. L'Arce era però occupata dal Demonio, che, conoscendo l'aspirazione del Patriarca, si recò presso di lui, tentandolo con la proposta di uno scambio delle rispettive dimore. Ma San Benedetto, chiedendo al Maligno di fargli conoscere la vastità dei propri domini, lo indusse ad indicare i quattro punti cardinali e quindi a fare, in questo modo, il segno di croce.Cosa che fece istantaneamente precipitare il Diavolo in un orrido profondissimo, ora celato sotto la chiesa di S.Nicola. Ancora "la Grotta" ed il castello di Trocchio sono i leggendari contenitori dell' epopea brigantesca nelle nostre zone, avendo costituito i rifugi inattaccabili di un'eterogenea risma di masnadieri, che ivi avrebbero nascosto grandi tesori, che non sono mai stati trovati, perché custoditi in cavità impenetrabi- li. Nell'immaginario dei più anziani abitanti del luogo, Trocchio è favoleggiato come "la montagna più ricca del mondo", una sorta di eldorado a portata di mano che, a volte, si "rivela" nelle ammalianti suggestioni di sogni ricorrenti. Tanto da indurre a febbrili esplorazioni tra gli innumerevoli recessi di questo singolare sito. E' voce popolare che qualcuno... chissà. E' uno dei tanti misteri di questo monte tutto di roccia, in cui, come abbiamo raccontato, è oggi possibile compiere un itinerario affascinante, ripercorrendo luoghi, usciti da secoli lontani per testimoniare e trasmettere, tra storia e leggenda, le loro memorie, sopravvissute al tempo.

 
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