ALATRI: (FR)
Il Gruppo Infioratori A.C. T.A. di Alatri, nasce di fatto nel 2001 ed è composto da persone che già infioravano i vari rioni della città. Forti dell'omologazione del tappeto più lungo e continuativo del mondo, (1475,86) che ha fatto inserire il nome della città nel "GUINNES dei PRIMATI" e della visibilità e del successo riportato a Roma nel 2000 con l'infiorata del Giubileo offerta al Santo Padre, nel 2002, l'allora presidente Paride Bricca, (scomparso nel 2003) insieme ai maestri infioratori di altre località, diede la sua disponibilitàa creare l'Associazione Nazionale delle Infiorate Artistiche denominata "INFIORITALIA" il cui statuto èstato firmato ad Alatri nell' ottobre dello stesso anno.
Sulla scia della manifestazione "InfiorAlatri" nata nel 1994 in collaborazione con l'Amministrazione comunale, Bozzetto infiorata C'ervaro 2008 ogni anno in occasione del Corpus Domini, l'Associazione A.C.T.A. bandisce il concorso" lnfiorAlatri ", manifestazione, che vede assegnare il premio "Panno dell'Infiorata"(dipinto sulla caratteristica tela di Alatri), al miglior tappeto infiorato. Il Gruppo, inoltre, ha all'attivo numerose partecipazioni a Concorsi e Rassegne in tutto il territorio nazionale.
Alatri è posta in collina a 502 m. sul livello del mare èuno dei centri turistici più belli e apprezzati della Ciociaria. L'antica Aletrium, affonda le radici della propria storia all'epoca degli Emici, un popolo italico del gruppo piùantico, la cui tradizione storiografica attribuisce notevoli elementi di contiguità con la mitica stirpe dei Pelasgi.
Proprio ad essi, infatti, viene attribuita la costruzione di uno dei piùfamosi monumenti d'Italia: le MURA CICLOPICHE e 1'ACROPOU, datata intorno al N secolo a.c. Le poderose mura squadrate e incastrate sapientemente, quasi un gigantesco mosaico, si snodano in doppia cintura; della cinta esterna restano circa 4 Km. Pressoché indenne è la cinta interna che circonda la vastissima spianata semitrapezoidale dell' Acropoli.

CERVARO: CITTA' NOSTRA
Non è difficile descrivere il territorio e gli aspetti della nostra città, quando non ci sono ombre di dubbio davanti ai nostri occhi ricolmi d'innamoramenti per questa terra generosa e bella come i suoi uomini del tempo passato e come le sue donne che hanno continuato a partorire le speranze del futuro.


Da quando all'alba il sole travalica le cime dell'Aquilone e del Monte Sammucro, nella vallata benedetta della
Vergine dei Piternis, inizia la vita fino ai monti che si ergono a marcare i confini con il Garigliano, dove, come tutti sapranno, questa terra è stata segnata dal sangue versato per la libertà della nostra Patria.
Si erge austero Monte Trocchio, in mezzo a questa valle, a far da vedetta a Montecassino, monumento nazionale della nostra storia. Tutti gli altri declivi, partendo da monte Rachis, salendo per Viticuso e poi ancora passando dal Monte Chiaia per San Vittore del Lazio, sono una rigogliosa visione di antichi uliveti dove sapienti mani di questa gente,al principiare dell'inverno, hanno sempre prodotto in abbondanza l'olio che tutti ci invidiano o meglio, apprezzano per la sua bontà e per la sua genuinità. E' più a valle, invece, che si può distinguere ancora qualche ottimo vigneto, vino e olio, un tempo erano custodi gelosamente nelle dimore degli umili contadini ma erano appreuatissimi anche dalla nobiltà e dai forestieri, Cervaro, dopo essersi, però, gradualmente risollevata dalle distruzioni della Il guerra mondiale, ha dovuto subire la trasformazione e gli effetti di un continuo sviluppo demografico ed urbanistico negli anni; in data 4 settembre 1998, proprio in considerazione delle realtà socio-economiche, strutturali ed ambientali e delle consistenti possibilità di sviluppo, il Presidente della Repubblica ha concesso a Cervaro il titolo di Città, giusta attribuzione che è vanto degli abitanti di questi luoghi senza rinnegare il passato con tutte le sue tradizioni e l'ambiente, patrimonio degli stessi cervaresi.

Esempio innegabile di tradizione è l'lnfiorata che solitamente si svolgeva e si svolge, in occasione della ricorrenza religiosa del Corpus Domini, riverente e spontaneo il gesto di accogliere il passaggio della processione del Santissimo Sacramento per le vie del paese con una pioggia colorata di petali di fiori
e foglie, lanciati dai balconi, che formavano sul manto stradale un cromatico tappeto " naturale. Da un' idea di Antonio Pacitti dasse 1916, insegnante, che, avvalendosi dell'aiuto dei fratelli Vincenzo e Giovanni e del pittore Lorenzo Leone diede inizio ad una delle più radicate tradizioni cervaresi, quella dell'lnfiorata, che oggi
ancora si svolge, ogni anno in coincidenza con la festività del Corpus Domini. Il tappeto di fiori viene rappresentato dalla composizione di temi legati all'Eucarestia utilizzando ogni tipo di fiore e foglie senza usare alcun tipo di sofisticazione di colori che non siano naturali. Indimenticati oltre alle persone appena citate: Anna Papavero, disponibilissima ad ogni manifestazione legata all'lnfiorata nello storico rione "Diella", l'amico di
litutti Vincenzo Tornassi, abile nel prodigarsi alla ricerca di fiori selvatici, Luigi Maraone, veterano
dell'lnfiorata prematuramente scomparso, Aldo Vendittelli, sapiente collaboratore degli organizzatori locali dell'lnfiorata, Giovanni Decina, per anni presidente del Comitato Festa del Corpus Domini a Cervaro e per finire l'indimenticato parroco don Ludovico Marandola, sempre vicino ai giovani e molto sensibile alle tradizioni popolari il geom. Antonio Atrei, a cui si deve, parte del merito di aver avuto ragione di costruire quel sodalizio che si è identificato dal 1999 sotto il nome di AS.CA "INFIORATA DI CERVARO e successivamente con il nome INFIORITALlA.",

L'ASSOCIAZIONE
L'Associazione storica-culturale-artistica "INFIORATA DI CERVARO" (Fr) nasce nel 1999 con lo scopo principale di promuovere e promulgare l'arte dell'infiorata. L'attività principale è quella di realizzare tappeti floreali in occasione del Corpus Domini, l'infiorata a Cervaro è nata come gara rionale ed è iniziata con il lancio dei fiori al passaggio del Santissimo Sacramento, nell' ultimo decennio, però, si è evoIuta ed è uscita fuori confine, Grazie all'operato degli infioratori cerva resi, oggi, l'infiorata è conosciuta in molte città italiane e non solo. Proprio per dare massimo lustro all'arte dell'infiorare, l'Associazione "INFIORATA DI CERVARO" (Fr),
nel dicembre 2002 , fonda, in collaborazione con altri 23 paesi d'Italia, l'associazione Nazionale delle infiorate d'Italia denominata "INFIORITALIA" e grazie ad essa negli ultimi 5 anni ha l'opportunità di partecipare a numerosi concorsi e svariate rassegne organiuati in tutta la penisola.

FUCECCHIO (FI)
La domenica del Corpus Domini, nelle strade principali di Fucecchio, viene allestita l'Infiorata. E' dal 1990 che la Pro Loco di Fucecchio, si è attivata per dar vita a magnifici tappeti floreali che facessero da comice alla solenne processione del Corpus Domini. L'infiorata è arricchita, inoltre, dal mercatino delle Cose Strane" con artigianato e antiquariato e dalla Sagra delle ciliegie. Ogni anno l'infiorata ha un tema a sfondo religioso e
viene sviluppato dai vari gruppi di infioratori fino alla realizzazione di colorate "opere d'arte" che durano lo
spazio di una sola giornata e che sono create con i più svariati tipi di fiori.

GENAZZANO (RM)
Centro di suggestiva rusticità, posto al confine fra la provincia di Roma e quella di Frosinone, si presenta come un antico borgo medievale ricco di testimonianze artistiche e storico-culturali. Tra le rievocazioni più antiche del paese si ricorda la festa del Sacro Cuore che ha radici molto antiche risalenti al 1883, quando al
passaggio del Santissimo venivano gettati petali in terra in segno di devozione. Tra le tradizioni più sentite, sia nel suo aspetto dell'infiorata che in quello della processione, la festa del Sacro Cuore si caratterizza per la spontaneità dell' organizzazione che senza regia alcuna coinvolge attivamente tutta la popolazione genazzanese protagonista dell'evento a tutti gli effetti.
Nei giorni che precedono la festa, infatti, in maniera del tutto naturale ogni rione del paese si mobilita nelle ricerche dei fiori verso le montagne e nei campi vicini per raccogliere il materiale necessario. Spprattutto le donne più anziane si dedicano minuziosamente alla separazione dei petali dalle piante mentre i più giovani di solito alla creazione dei disegni. Nella caratteristica "nottata" che precede la festa del Sacro Cuore la popolazione di Genazzano si riversa per le strade mettendosi all'opera fra canti e scherzi. Per tutto il tempo dei preparativi frai rioni si avverte una certa competizione del quadro più bello che si accende soprattutto per l' l'affezione verso questa antica manifestazione floreale. Alle prime luci dell'alba il mosaico di colori esplode in tutta la sua bellezza snodandosi in un tappeto policrpmo lungo le vie del paese per oltre un chilometro con una larghezza che varia da uno a sette metri.
Durante la mattinata, mentre si continua ad annaffiare con cura le opere realizzate cercando di mantenerle intatte per il pomeriggio, dalle finestre scendono drappi variopinti e il paese$i anima di visitatori. Nel corso degli anni il significato più strettamente religioso della festa si è arricchito di contenuti artistici e culturali sicché accanto alle opere d'arte floreali riproducenti immagini sacre. E possibile ammirare disegni astratti e tematiche sociali. Anche la processione nel tempo ha subito una lenta ma costante evoluzione. Alla tradizionale sfilata del tabernacolo Eucaristico, infatti, si sono aggiunte altre comparse che rievocano scene del Vecchio e Nuovo Testamento. La processione che si arricchisce di stendardi e lampioncini risalenti al diciassettesimo secolo richiede un attento lavoro di organizzazione. L'accurata realizzazione di abiti e accessori dei giorni precedenti si concretizza già dal primo pomeriggio della domenica per la sistemazione dei personaggi della storia sacra che alle 18.00 sfileranno nel suggestivo corteo.

NORMA (LT)
Le prime testimonianze di insediamenti umani nel territorio nOnIlese, risalgono già al periodo neolitico e protostorico.
La presenza più importante e qualificata, però, è data dal parco archeologico dell'antica città di Norba a poche centinaia di metri dalla Nonna moderna. Cinta per oltre km 2,600 da imponenti mura poligonali o ciclopiche, richiama alla mente le più celebri città di Corinto, Micene e Troia, costruite con la stessa tecnica muraria. Partecipe alla Confederazione AIbana ed alla Lega Latina, Norba fu dedotta colonia romana nel 492 a.C. quale vigile sentinella alle porte di Roma. Durante la guerra civile fra Mario e Silla, la città parteggiò per il primo, il che fu causa della sua distruzione, avvenuta nell'82 a. C: presa per tradimento, fu saccheggiata e data alle fiamme. Non si ha documentazione su una sua ricostruzione, anche se testimonianze attestano la continuità di vita al suo interno. Nell'anno 33 a. C. alcuni norbani si recarono in Spagna ove fondarono la Colonia Norbensis Caesarina. l'attuale Caceres in Extremadura. Nel 741 d.C.. Norba fu donata, insieme a Ninfa, dall'imperatore di Bisanzio, Costantino Copronimo, a Papa Zaccaria, costituendo così uno dei primi possedimenti del futuro Stato Pontificio. Intorno all'anno 1000, l'abitato di Norba si spopolò a vantaggio del viCino Castello di Vicolo, costituendo il primo nucleo della Norma medievale. Nello stesso tempo il nome di Norba fu cambiato in Norma. Il paese fu di proprietà delle più influenti famiglie del tempo: Muscolo, Frangipane, Orsini, Colonna fino a giungere ai Caetani (1292) che la possedettero fino al 1618, anno in cui Norma fu venduta al principe Borghese che la governò fino all'unità d'Italia. Dal punto di vista urbanistico il paese ebbe un importante riassetto intorno al 1530. Il Corso, di fattura fine '800 inizio '900, costituisce
il cuore del paese. Su di esso si affaccia il Palazzo Felici (costruito appositamente per ospitare il Papa Pio IX) la fontana pubblica (1898), l''edificio delle scuole elementari (1936) e la chiesa del Carmine (1880).
Da visitare: la chiesa Parrocchiale, il parco ed il museo archeologico, ed il museo del cioccolato.
Erede dell' antica tradizione, il Groppo Infioratori della Parrocchia SS. Annunziata di Norma, da qualche anno ha ripreso l'usanza di abellire la solenne processione del Corpus Domini con un tappeto di fiori lungo tutto il suo percorso. Nel 2001 partecipammo al "1° Concorso nazionale delle Infiorate d'Italia"che si svolse a Poggio Moiano (RI) con il quadro " Idiscepoli di Emmaus".

NOTO (SR)
L'Associazione Maestri Infioratori di Noto si è costituita il 19 Agosto 2005 con lo scopo di promuovere la conoscenza,la cultura e le tradizioni della festa dell'infiorata sia a Noto,che in ambito Nazionale ed Internazionale e di coordinare e valorizzare le manifestazioni collaterali organizzate dalle Associazioni e Comitati aderenti.La suddetta Associazione si propone, altresì, di sollecitare scambi di esperienze artistiche con le città in cui è radicata e apprezzata l'arte dell'infiorare, nonché realizzare opuscoli, mostre, conferenze, convegni e quant'altro possa riguardare la manifestazione stessa.Essendo sorta poca mesi fa, l'Associazione può annoverare al suo attivo solamente la partecipazione a poche manifestazioni; tuttavia, i Maestri Infioratori che ne fanno parte, possono vantare un' esperieza ventennale, maturata nell' ambito dell'Infiorata di Noto e con la partecipazione a numerose manifestazioni nazionali ed internazionali. Sono passati 29 anni da quando, nel Maggio 1980, i Maestri Infioratori di Genzano vennero nello splendido "Giardino di Pietra", Noto, per realizzare, in collaborazione con gli artisti locali, la prima infiorata di Via Nicolaci e della Sicilia. Oggi, nel 2008, questa Manifestazione si è consolidata a tal punto da diventare il fiore all'occhiello di Noto sia dal punto di vista del richiamo turistico sia per quanto riguarda1a crescita artistica e culturale della città stessa.Ogni anno, quindi, la terza domenica di Maggio, il "Giardino di Pietra" diventa "Giardino in Fiore" ad opera dei Maestri Infioratori di Noto che nella notte del venerdì, con lavoro certosino, ponendo petalo dopopetalo, danno vita ad un festoso e colorato tappeto di fiori, sotto lo sguardo superbo ma compiaciuto delle sirene, delle chimere, dei grifoni, degli ippogrifi, dei centaurl e delle sfingi che sorreggono gli incantevoli balconi di Via Nicolaci, simboli incontrastati del barocco Netino, mentre una marea di visitatori, provenienti da tutta Italia e dall'Estero, curiosi ed increduli, scorre incessantemente ai lati della strada formando una esuberante cornice umana.

PACIANO (PG)
L'origine del nome Paciano, secondo alcuni storici può ricondursi a Giano, "Pace di Giano" e alla stessa divinità potrebbe riferirsi la traduzione da "Passus lani" cioè Passaggio al tempio di Giailo, i cui resti sono ancora visibili lungo l'antica via che collegava Chiusi al Trasimeno, l'attuale strada del Ceraseto. Secondo altri studiosi di toponomastica il nome di Paciano potrebbe derivare anche dagli antichi Pacianati di Festo o da Pacino, nipote di re Volpinio detto Lucullo, o meglio ancora che Paciano prenda la sua denominazione
dalla famiglia romana Pacia, frequente nelle antiche iscrizioni e specialmente in Toscana.
L'infiorata a Paciano come da tradizione ha luogo in occasione della festa del Corpus Domini e per l'occasione le vie del Centro Storico si presentano ricoperte da variopinti tappeti floreali che, rappresentano soggetti religiosi collegati al significato della ricorrenza, preparati, durante la notte, dalle mani abili e pazienti dei paesani.

PIETRA LIGURE (SV)
Di origine neolitica, Pietra Ligure sviluppò il suo borgo attorno al castello, che si erge su uno spuntone di roccia che dà il nome alla città di antiche radici storiche e consolidata tradizione turistica. Ceduta nel XII secolo alla Repubblica di Genova, fu importante città di commerci tra il 1700 e il 1800, Meta di vacanze tutto l'anno per l'aria salubre e il clima mite, vanta monumenti millenari come l'Oratorio dei Bianchi del X secolo, la chiesa dell' Annunziata del 1400. Oltre all' ampia spiaggia e alla moderna passeggiata ricca di
palmizi e giardini vi è un "ricco" centro storico da esplorare. Accanto al mate il fascino dell'entroterra verde può essere vissuto bek caratteristico borgo medievale della Frazione di Ranzi con le sue tipiche abitazioni mediterranee, dalle quali godere di un incantevole  panoramica del golfo pietrese. L'Associazione Circolo Giovane Ranzi, fondata nel 1919, ha tra le proprie finalità la promozione di iniziative a carattere culturale e turistico, volte al recupero ed alla valorizzazione delle antiche tradizioni e del folclore della Fraz. Ranzi sita nel Comune di Pietra Ligure (SV). Da sempre quindi, l'Associazione cura l'organizzazione dell'infiorata che per la sua caratteristica forma prende il nome di "La Stella di Ranzi": un tappeto di fiori creato di fronte alla cappella della S. Concezione dove viene realizzato un disegno a forma circolare, che ogni anno è variato e sulla base di questo tracciato nasce, costruita a mano dal centro verso l'esterno la "Stella", Tra le altre manifestazioni organizzate dal Circolo Giovane Ranzi ricordiamo la tradizionale "Sagra del Nostralino" e  in collaborazione con il Comune di Pietra Ligure la "Rassegna delle infiorate artistiche" giunta alla II edizione che ha visto nel 2007 la partecipazione di 32 città italiane e due provenienti dalla Germania.

POGGIO MOIANO (RI)
L'infiorata di Poggio Moiano nasce come festa religiosa celebrata in occasione del Corpus Domini forse durante la prima metà del secolo scorso: non si conosce la data esatta poichè, come in tutte le antiche tradizioni, la memoria si perde nel tempo fino a diventare mito Quasi come l'infiorata fosse sempre esistita. La tradizione vuole che la processione si svolga attraverso le, vie del paese sopra un tappeto di fiori che, inizialmente, erano semplicemente sparsi lungo il percorso,e, solo in seguito, furono composti in veri e prorpi "quadri di fiori". Varie sono le tecniche e le scuole di pensiero dei Maestri fufioratori, a volte contrastanti fra loro ma, forse per questo, ancora vive ed in continua trasformazione. Si comincià con la raccolta dei fiori, in gergo "pilucco". In montagna, per campi e, non di rado, nel giardino di qualche malcapitato! Questi fiori vengono poi lavorati, attraverso un processo di essiccamento e tritatura, oppure sminuzzati ed usati freschi. Il soggetto è libero: si spazia dai quadri dei grandi pittori del Rinascimento a quelli delle Avanguardie, ma non manca chi si cimenta in composizioni autodidatte. Il disegno viene realizzato, a volte , ancora a mano libera, su un supporto cartaceo : delle dimensioni del quadro ed in seguito incollato a terra, dove si procede alla "Infioratura"secondo le diverse tecniche dei Maestri Infioratori.

S. STEFANO AL MARE (IM)
Località di soggiorno altamente raccomandabile agli amanti della vacanza di mare, a metà strada tra Imperia e Sanremo, al centro della Riviera dei Fiori, sulla costa, Santo Stefano Al Mare offre ai visitatori anche angoli di notevole interesse storico-artistico. Santo Stefano Al Mare, meglio noto come "il paese dei colori"', nel cuore della Riviera dei Fiori, beneficia di un clima straordinariamente mite, grazie alle Alpi Marittime che lo proteggono dai venti del Nord e dal Mar Ligure che bagna le sue coste: Uno scrigno di, tesori, il mare, regno dei cetacei mediterranei; una continua sorpresa, il territorio, ricco,di arte, cultura ed eventi nel vivace borgo marinaio,chè nello schivo dell'entroterra. Un'incantevole tavolozza di sapori,profumi e colori. Espenenza e sapiente capacità hanno portato le aziende floricole santostefanesi ad esportare in tutto il mondo le loro speciali produzioni legando la storia, le tradizioni, la cultura e le manifestazioni locali al mondo della floricoltura. Manifestazione di spicco è sicuramente il Corpus Domini. Il SS.Sacramento, esposto in un prezioso ostensorio, viene portato in processione solenne sotto di un baldacchino, lungo le vie del paese,con finestre e balconi addobbati a festa e con tratti di strada abbelliti da decori floreali realizzati con petali di fiori tagliuziati a mano. Alla fine del '700 diventò consuetudine lanciare da finestre e balconi petali in onore del SS.; col passare del tempo, gli abitanti del borgo cominciarono a decorare il manto stradale con disegni giometrici e una sempre maggiore quantità di fiori, creando una sana competizione tre gli abitanti dei vari carrugi percorsi dalla processione. Negli ultimi 50 anni l'infiorata ha raggiunto livelli di notevole spettacolarità e importanza artistica.